L’Associazione Auser ” Maddalena Giuliano ” di Salerno Centro con la collaborazione delle Associazioni: Passo Dopo Passo, ” IL FARO “, S. Andrea Dell’ Annunziatella nei giorni 15 - 16 - 22 - 23 maggio nella Piazza “M. D’ Aiello ” ” LE FORNELLE ” animerà la manifestazione ” SALERNO PORTE APERTE “.
Le giornate saranno ricche di poesie, canti, balli unitamente a varie mostre di fotografie del passato, di ceramica, di pannelli illustranti la storia del quartiere.
La presidente dell’Associazione Culturale ” IL FARO ” Giovanna Saporito insieme ai soci delle altre associazioni accoglieranno i turisti in visita a Salerno nello scenario caratteristico delle ” FORNELLE ” fornendo notizie sul Rione unitamente ad una esposizione di lavori in ceramica in ricordo dei ” forni ” ormai scomparsi, con l’augurio di veder ripristinato un laboratorio di ceramica in pieno centro cittadino, come desiderava la presidente dell’Associazione Auser, Maddalena Giuliano recentemente scomparsa.
Ospiti d’onore della manifestazione sarà il Coro dell’ AUSER, che il 22 maggio alle ore 19,00 terrà un nutrito programma di canzoni napoletane.
Invitiamo tutti a partecipare.
LE FORNELLE
Dei ” venti rioni ” sei parte
esempio di un passato splendore
tra archi, volte e fontana
tra storia vicina e lontana.
Tra storia vicina e lontana
tra orti, forni, viuzze e terrazze
Minerva ti domina
mentre il torrente Fusandola, scorre.
O rione a noi caro
con fierezza ed alterigia
nella tua bellezza antica
incanti il visitatore
Giovanna Saporito
Con Arechi II Salerno ebbe la sua vera e propria sistemazione urbanistica di cui ancora oggi il suo Centro Storico ne è testimonianza. Arechi II consolidò le vecchie cinta murarie bizantine di Salerno e allargò il territorio: ad EST fece nascere l’area della TORRETTA detta ORTO MAGNO e ad OVEST creò un nuovo quartiere denominato le FORNELLE.
Il quartiere si chiamò FORNELLE, forse, per la presenza dei forni per la cottura delle ceramiche, che gli abitanti provenienti in gran parte dalla vicina VIETRI sul MARE, avevano importato nella zona o, forse, per la presenza nella zona di sorgenti minerali con relativa canalizzazione; in quel periodo il termine FORMIS o FORMAS stava ad indicare l’acquedotto.
Le origini del quartiere risalgono al IX secolo, con il figlio di Arechi II, GRIMOALDO ( 787 - 806 . C. ). Il quartiere è circondato a nord da via Tasso, a ovest da via Fusandola e da via Spinosa, a sud da via Porta Catena.
Si dice, anche, che le FORNELLE, in età molto antica, sono da attribuirsi al nome di ” LOCUS VETERENSIUM ” con riferimento ad alcune famiglie amalfitane che GUAIFERIO ospitò nella città per tutelarli dai Saraceni.
L’originalità medioevale delle FORNELLE è costituita dalle viuzze strette e dalle case costruite a cortina che si aprono ad ampia terrazza nel cortile.
L’antico quartiere era limitato al torrente Fusandola ed era caratterizzato da una magnifica vegetazione con orti e giardini, tra cui quello della Minerva.
La zona iniziò a svilupparsi verso l’ XI secolo con varie industrie e botteghe unitamente all’espansione delle chiese.
Tra le chiese ricordiamo la più antica, quella di S. Andrea de Lavina dell’ 866, quella di San Giovanni in Busandola con il convento Ospedale di San Giovanni di Dio della fine del XII secolo, di cui non rimane quasi niente, la chiesa della Santissima Annunziata con facciata marcapiano, cioè con striscia colorata che indica il limite tra un piano e l’altro, il campanile di Ferdinando Sanfelice, il più bello esempio di architettura barocca salernitana ( a tre ordini sovrapposti, dorico, ionico e corinzio ) e la chiesa di Santa Maria de Lama edificata nel pieno della dominazione longobarda, il nome del Lama è dovuto all’ omonimo torrente che scorre ancora adesso davanti all’edificio sotto il livello stradale, e che vuol dire ” acqua che si impantana ” o ” di ristagno “.
Su un piccolo gradino si leva una vasca a forma ovale divisa in riquadri inseriti tra due lisce cornici di pietra. All’interno della vasca, su due basamenti di pietra quadrati, sono fissate due brocche di ferro leggermente inclinate verso l’esterno.
La fontana è da sempre il simbolo del Rione ed è gelosamente custodita dagli abitanti della zona.
Una curiosità: tanti anni fa un ex dipendente delle poste si fittò un appartamento al secondo piano di una palazzina nel rione Fornelle e lì vi istallò tre forni dove creava braccia, mani, gambe e piedi per bambole; i suoi lavori li portava poi a Napoli da una ditta specializzata in indumenti d’epoca.