Cari utenti di Vivisalerno questo numero è dedicato all’orzo, cereale “antichissimo” raccolto dall’uomo fin dal Paleolitico. Secoli fa già lo si conosceva e lo si apprezzava per le sue qualità nutritive. Ai tempi di Omero, infatti, era la base dell’alimentazione dei greci. I frutti dell’orzo possono essere macinati e trasformati in farina, tostati e macinati come il caffè, ripuliti e usati al posto del riso (orzo perlato) o, ancora, fatti germogliare e preparati sotto forma di fiocchi. L’orzo è un cereale microtermico perché è in grado di sopportare temperature molto basse, ma tollera anche le alte temperature e resiste meglio degli altri cereali alla siccità e agli incendi spontanei. Decongestionante sulle pelli arrossate, collutorio per gola e gengive infiammate, sedativo per occhi irritati e aiuto in caso di infiammazione dell’apparato digerente o di quello urinario: le funzioni dell’orzo sono molteplici.
Acqua, proteine, lipidi, carboidrati, fibre, sali minerali, vitamine B, A ed E: un chicco d’orzo è ricco di componenti benefiche per il nostro organismo, che riceve energia ed è difeso dal colesterolo. Il betaglucano, fibra solubile in acqua e presente nell’orzo, grazie alla sua capacità di formare gel viscosi nel tratto gastrointestinale, svolge una funzione ipocolesterolemica, con tutte le implicazioni positive che ne conseguono. Nell’orzo, accanto a calcio, fosforo, potassio e magnesio, si ritrovano zinco, rame e manganese. Per le persone in sovrappeso che seguono una dieta a basso tenore calorico, l’orzo è un alleato in più. Grazie alle sue fibre, ha la capacità di offrire un senso di sazietà che aiuta a resistere alle tentazioni. Il fosforo è fondamentale per il buon funzionamento di cellule e tessuti del sistema nervoso, ma non solo: concorre alla mineralizzazione di ossa e denti, fa parte della struttura delle membrane cellulari e tanto altro. Il potassio è coinvolto in importanti processi fisiologici quali la trasmissione degli impulsi nervosi, il controllo della contrattilità muscolare e quello della pressione sanguigna. Come detto in precedenza l’orzo è in grado di ridurre il livello di colesterolo e, quindi, di allontanare la possibilità di insorgenza di malattie cardiovascolari, grazie al betaglucano e l’alfatocotrienolo presenti nel cereale. Il consumo d’orzo sembra avere effetti preventivi anche nei confronti di malattie degenerative come il diabete e nei processi cancerogenetici del colon. Inoltre l’orzo contiene una serie di sostanze a carattere antiossidante che grazie alla loro struttura polifenolica danno il caratteristico colore della bevanda, sono le cosiddette catechine e proantocianidine.
Il processo che trasforma l’orzo alimento in bevanda è simile a quello del caffè: il chicco è tostato e macinato per ottenere l’orzo macinato, mentre per quello solubile si estrae un liquido con acqua calda dall’orzo torrefatto, che viene poi concentrato ed essicato con aria calda. L’orzo bevanda è considerato un prodotto naturale che può essere consumato in ogni momento della giornata, anche prima di coricarsi, poiché non contiene sostanze che potrebbero togliere il sonno quali caffeina, teobromina e teofillina. Inoltre può essere consumato anche dai diabetici in quanto contiene solo carboidrati come amido e maltodestrine.