La deliziosa bacca blu scuro che possiamo trovare in montagna o in un sottobosco in quota ha già dimostrato di possedere molteplici virtù benefiche. L’ultima fra esse ad essere stata confermata da una ricerca scientifica è quella che ha dimostrato come i mirtilli siano in grado di prevenire l’insorgenza del cancro all’esofago e di indurre al suicidio (apoptosi) le cellule neoplastiche.
Lo studio è stato svolto nei laboratori dell’Ohio State Comprehensive Cancer Center (Usa) e pubblicato sulla rivista “Cancer Prevention Research”.
Gli esperti, guidati dal dott.Gary Stoner e dalla sua equipe, hanno somministrato ad alcuni topolini un estratto iperconcentrato di mirtilli, rilevando che le cavie sottoposte a questa integrazione alimentare risultavano più protette dalle neoplasie e riuscivano a combatterle meglio.
Gli scienziati americani ritengono che le proprietà chemiopreventive dei mirtilli siano dovuti alle antocianine che contengono, sostanze che fanno parte della classe dei flavonoidi e che possiedono notevoli capacità antiossidanti.
I flavonoidi sono composti polifenolici di 15 atomi di carbonio e derivano il loro nome da “flavus” che significa giallo: queste molecole sono le responsabili, infatti della colorazione di alcuni fiori e frutti. Sono le antocianine a dare il colorito blu, per esempio, ai mirtilli.
I risultati ottenuti dal gruppo di ricerca del dott.Stoner sono i primi che confermano con una sperimentazione su animali le ipotesi già avanzate in precedenti test in vitro.
Gli esperti statunitensi stanno già lavorando per cominciare al più presto i test clinici: essi ritengono che un uomo dovrebbe assumere circa
L’estratto di mirtillo, affermano i medici, si è ora dimostrato efficace quanto l’assunzione dei frutti interi e, nel futuro, si spera di riuscire a mettere a punto una miscela standardizzata di queste sostanze come terapia coadiuvante nella lotta al cancro. Un obbiettivo della ricerca sarà quello di isolare, nella polvere di mirtillo, soltanto i componenti attivi e cercare di diffonderli capillarmente in zone mirate dell’organismo umano, lì dove la loro azione può arrecare i maggiori benefici È certamente una bellissima notizia che un frutto di bosco così buono e sfizioso sia anche così salutare.