Vivi Salerno

cultura

A Ravello, fino al 12 ottobre, Mary Cinque

09.10.09

A Ravello, fino al 12 ottobre, Mary Cinque espone una personale che raccoglie una serie di acquerelli dal titolo “acque chiare”. La mostra, allestita a Palazzo Sasso, propone 40 acquerelli che hanno come tema lo spazio e le figure della quotidianità: la luce è la cifra del paesaggio della costa amalfitana, che misura gli scarti prospettici, le architetture e il loro dialogare con la natura.Questi fogli vogliono rimarcare il valore di transitorietà proprio dell’acqua che scorre e, al tempo stesso, di chiarimento (di visione meno superficiale) dei processi che rendono più autentica l’esperienza della realtà, anche se il lento tempo di elaborazione, l’impaginato che riprende quello di un quaderno privato, segnalano la necessità da parte dell’artista di ripensare alle stesse inquadrature, nel tentativo di riscrivere l’immagine con toni diversi.“In primo luogo  – scrive Massimo Bignardi in catalogo – va rilevata la dimensione del supporto sul quale agisce la sua mano, vale a dire piccoli fogli di cartoncino, la maggior parte poco più grandi di una cartolina che danno l’idea di un ricordo, rimandando ad un’immaginifica corrispondenza, in pratica ad un canale attraverso il quale porsi in contatto con la memoria. Poi il supporto e la tecnica; per il primo la scelta è ricaduta sulla carta ruvida che nella sua natura offre una sorta di matericità o, meglio, di superficie irregolare, porosa e, al tempo stesso, grinzosa che facilita l’addensarsi, della fluida pennellata, in macchie, in campiture irregolari ricche di sbavature, di filamentosi aloni d’acqua. Una superficie dunque che agevola  il formarsi di pieghe, proprie di una pelle viva che cede ai processi del tempo e della sua inesorabile azione.La tecnica alla quale ha fatto ricorso, l’acquerello, è la più semplice per quanto sia la più mentale: dapprima l’artista utilizza pasticche di colore, quelle fornite dall’industria per le “belle arti”, poi, in cerca di un proprio colore, elabora una tinta secondo l’alchimia che, per nostra fortuna, è ancora una prassi dell’arte. Una tecnica mentale perché – rinunciando a priori a qualsiasi saturazione – parte dallo scarto di minimi passaggi tonali  operati sulla massima luminosità rappresentata dal bianco del foglio; insomma un procedere per sottrazione di luce, lasciando ai margini del colore il compito di trattenere l’essenza delle forme, il loro farsi richiamo di presenze o di organizzare l’architettura dello spazio. Mary Cinque sovverte il processo; fa assumere al bianco il valore di impronta di un corpo opaco che seleziona e riduce il passaggio della luce, mentre al colore attribuisce la stessa azione che nei fotogrammi Man Ray affidava alla luce.[…]”.Ravello, Palazzo Sasso > dal 12 settembre al 12 ottobre. 

fonte www.salernotravel.it


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